Il 2026 offre nuovamente l’opportunità di accedere al bonus sicurezza, un’iniziativa che permette di detrarre le spese necessarie a rendere più sicura la propria abitazione. Questa guida fornisce informazioni dettagliate su come richiedere il bonus, chi ne ha diritto e quali spese sono ammissibili.
Definizione del bonus sicurezza
Il bonus sicurezza costituisce una detrazione fino al 50% su una spesa per prima abitazione e fino al 36% per altri immobili.
Questa agevolazione, slegata dalla ristrutturazione della casa, riguarda interventi finalizzati a potenziare la sicurezza dell’abitazione, inclusi l’installazione di allarmi, citofoni, saracinesche, porte blindate e sistemi antintrusione. La detrazione è suddivisa in 10 quote annuali di pari importo.
Chi può usufruire del bonus?
Il bonus sicurezza è accessibile a tutti i contribuenti soggetti al pagamento dell’IRPEF, senza restrizioni di reddito. I potenziali beneficiari comprendono:
- proprietari e nudi proprietari dell’immobile;
- soggetti titolari di un diritto reale sull’immobile: usufrutto, uso, abitazione;
- locatori e comodatari;
- soci di cooperative;
- soci delle società semplici;
- imprenditori individuali per immobili che non siano beni strumentali.
Persino familiari conviventi e coniugi separati possono richiedere la detrazione, purché soddisfino determinati requisiti:
- familiare convivente del soggetto che ha la proprietà dell’immobile;
- coniuge, anche separato, del soggetto che ha la proprietà dell’immobile;
- convivente del soggetto proprietario dell’immobile;
- convivente more uxorio, non proprietario dell’immobile oggetto degli interventi né titolare di un contratto di comodato, per le spese sostenute a partire dal 1° gennaio 2016;
- chi detiene una società semplice in nome collettivo o in accomodata semplice;
- chi ha un’impresa familiare.
Procedura per richiedere il bonus
La fruizione del bonus sicurezza avviene in fase di dichiarazione dei redditi, utilizzando il modello 730 o il modello Redditi persone fisiche. Non è necessario presentare una specifica richiesta, ma è importante compilare correttamente i dati obbligatori, inclusi il codice fiscale del beneficiario, la partita IVA o codice fiscale dell’impresa che esegue l’intervento, la causale del versamento, il numero e la data delle fatture, e l’importo totale.
In fattura è necessario riportare alcuni dati obbligatori:
- il codice fiscale del beneficiario dello sconto;
- la partita Iva o il codice fiscale dell’impresa che esegue l’intervento;
- la causale del versamento;
- il numero e la data delle fatture;
- l’importo totale delle spese sostenute.
SIVA è a tua disposizione per assisterti anche attraverso la compilazione delle pratiche per la richiesta del bonus fiscale e la loro comunicazione all’ENEA. Contattaci per maggiori informazioni.
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Spese ammesse e dettagli operativi
Le spese ammissibili al bonus sicurezza comprendono interventi direttamente sull’immobile, come il rafforzamento di cancelli, l’apposizione di grate, porte blindate, serrature, videocamere e altro. È fondamentale notare che il bonus è legato esclusivamente alle spese sostenute sull’immobile, escludendo contratti con istituti di vigilanza.
- inferriate;
- persiane di sicurezza;
- porte blindate;
- porte di sicurezza;
- tapparelle di sicurezza;
- installazione di sistemi antifurto;
- allarmi e videosorveglianza;
- grate, inferriate o persiane di sicurezza;
- serve a migliorare la sicurezza nelle abitazioni e copre diversi aspetti critici dell’edificio.
In conclusione
Il 2026 ha riconfermato il bonus sicurezza come un’opportunità valida per migliorare la sicurezza domestica, consentendo una detrazione fino al 50% delle spese per prima abitazione, e fino al 36% per altri immobili (seconda abitazione, etc.).
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